venerdì 28 agosto 2009

Ode al cliente

Ode a colui che decide.
A quello che "la mano al portafoglio ce l'ho io".
Ode a colui che manda un file di modifiche con l'oggetto: "Correzzioni."
Ode a chi si inventa comunicatore così, all'improvviso. E ti dà consigli non richiesti: ingrandisci il marchio, ancora.
Ode al genio dei luoghi comuni, all'esatto contrario di un lettore attento.
Ode a chi si fa le paranoie concettuali e sottovaluta così tanto i propri interlocutori da banalizzare il banale.

Ma questa è un'ode anche per chi ha le palle e osa.
Per chi accetta di rischiare con lo stile ed il linguaggio meno scontati.
E' un'ode speciale al direttore marketing che riconosce una grande idea tra tutte le altre e, seppur scartandola, ne sottolinea il valore. Ode a chi si fida di gente stramba che vuole vendergli merce astratta come i concetti, le headline e il minimalismo.
Ode all'umiltà di dire: "Il professionista in fatto di comunicazione sei tu. Mi fido."
Un'ode infinita a chi mi dà materia su cui scrivere, alle aziende cui do voce, alle realtà che mi usano come filtro.

Il cliente ha sempre ragione. Punto.



Quello che invidio ai grafici pubblicitari.





Le mazzette pantone
Strega comanda colore! Da piccola ero in fissa con i colori e i fogli bianchi. Preferivo di gran lunga un pacco di pennarelli ad una Barbie. Grande stupore scoprire che esiste un mestiere in cui i colori sono un aspetto tecnico e creativo al tempo stesso.


I formati di stampa e le nozioni tipografiche
Sono la geografia di un copy. Ogni lavoro di editing si basa sullo spazio, sulle aperture, sulle declinazioni materiali di un messaggio.
Adoro sentire discorsi sui cliché...



I campionari di carta
Ce ne sono di magnifiche. Possono riprodurre l'effetto dei più svariati materiali. Ci sono quelle ecologiche (o spacciate come tali), quelle raffinatissime e preziose che spesso - per chi lavora come creativo - restano solo un sogno frustrato. Clienti spilorci. Ma è comunque bello fantasticare su come sarebbe una brochure stampata su di loro. Un po' come immaginarsi sposate e felici con uno stereotipato attore di Hollywood.


La creazione dei moke-up
Tagliare, incollare, montare un moke-up tridimensionale. Un bravo grafico deve saperlo fare. Così, talvolta, mi capita di sbirciare i miei colleghi mentre si dedicano ai loro affascinanti origami. Un lavoro ben presentato è praticamente già scelto.

Post o spot?

Ormai non c'è più molta differenza. Con i famigerati social network è nato anche un nuovo modo di fare pubblicità; economico, facile da gestire e incredibilmente efficace. I marchi più affermati sgomitano per avere un misero bannerino su Facebook, interi piani marketing si fondano sulla creazione di una fan page.
Mi sembra una tendenza molto interessante, voi che ne pensate? Ma credo che gli effetti di tutto questo si vedranno fra un po' di tempo.
Una cosa è certa: la cara, buona, vecchia carta resta un lusso per pochi nostalgici.

Cipollanguage



La buona scrittura è come una cipolla di bancarella.
Dà sapore, è il segreto che non si vede. Se ci si mette sa commuovere davvero e sa farlo bene come nessun altra. Per non parlare degli strati: c'è sempre un centro, un nodo da cui si parte.
Ma per chi scrive conta soprattutto ciò che gira intorno:
il contesto, il target, il tono, il registro, i filtri comunicativi.
Quando ogni aspetto è stato considerato non resta che tagliuzzare il concetto "à la julienne" e spargerlo un po' dappertutto. Mi piace la metafora della cipolla. Mi sembra molto cheap e strong.
Ma che vorrà mai dire poi? ;)

giovedì 27 agosto 2009

Somebodycopy?

Di questi tempi, è abbastanza strano trovare un lavoro.
Ancor più strano che un lavoro trovi te.
Per tutta la vita hai pensato: "Voglio scrivere."
E poi ti ritrovi a fare un mestiere
che si pronuncia malamente,
vuol dire tutto e niente
e non rimane in mente.
Quando ti chiedono cosa fai, lo dici con timidezza - copywriter - e conti i secondi.
Cinque, forse sei, prima che ti chiedano: "Ti occupi di fotocopie?"
Ma va bene così. Dopotutto anche io qualche anno fa non sapevo di cosa si trattasse.
Con questo primo post inauguro il mio blog dedicato al pensiero creativo, alle riflessioni bizzarre, all'ironia sardonica che è propria solo dei veri sognatori.
Copyrider è un viaggio tra le righe.
Uno spazio senza censura in cui parlare di parole.
Liberamente tratto da qualcosa che ancora non esiste.

Benvenuti!
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