domenica 17 gennaio 2010

L'avevo detto io, che "inzuppare" era un verbo fico.





Il food è un settore che adoro. Avete presente le giornate no? Davanti ho sempre quel quadrato di mondo, un pezzo di cielo e mezzo albero. Il tempo, ovviamente, fa schifo. Sono lì, faccia a faccia con il mio mac overloaded, e non so cosa diavolo scrivere. Tutto ciò che riesco a fare è controllare la posta - ancora una volta - magari due righe le ricevo.
E finalmente torna il copy-languore: "trova un nome al croissant".
Si, proprio di questo ho voglia. Torte, pasticci, panettoni e caramelle. Troppo bello dare nomi alle cose. E' taumaturgico. Oltre che creativi, ci si sente un po' creatori.
Si codifica un immaginario sperando che la gente vi si identifichi. Che se ne appropri nel linguaggio, nella conversazione spicciola. Hai comprato il bidibì? Si, ne ho comprate tre scatole.
Funziona, il bidibì. Se entra anche in una sola frase della nonna, funziona di brutto.
Mi piace tanto inventare nomi per i dolci. Sono golosa.
E poi quella volta che volevo usare il concetto dell'inzuppo per i biscotti ci avevo preso. Poco dopo lo ha fatto la Mulino Bianco; e me ne sono accorta mentre squartavo famelicamente una confezione di frollini.
Proprio divertente per il copy, darsi al cibo.
Un po' meno per il grafico che, esaurito l'entusiasmo del packaging, si ritrova a lottare con microscopici elenchi di ingredienti e tristi formule legali.
Ma questo sporco lavoro qualcuno lo deve pur fare.


Io ti battezzo, frutta secca.
Ti chiamerai...





lunedì 4 gennaio 2010

Periodo di pigrizia. Mi limito ad allegare contenuti multimediali ;)

La pubblicità vista da un comico...

martedì 8 dicembre 2009

La soluzione a tutti i problemi del cliente

Guardatevi questo:






mercoledì 25 novembre 2009

Copywriter o copriwater?




Spesso me lo chiedo.




domenica 15 novembre 2009

Consigli cosmetici: usa il correttore.



Mi ci sono volute quelle tre settimane di tempo per mandare giù il boccone.
Un boccone amarissimo.
Qual è la novità? Lui ha preso il mio posto.

Senza meriti, senza una particolare intelligenza, senza quel minimo di creatività che serve in questo mestiere. Se n'è stato in silenzio per un bel po' ma, alla prima distrazione, mi ha fregato.
Eppure lo sanno tutti che come scrittore non vale niente. Troppo schematico, didascalico, rigido. E assolutamente privo di fantasia. Per lui non esistono i periodi complessi; tanto meno le licenze poetiche o le figure retoriche.

L'idiota se ne esce con quell'aria saccente, da professore dei miei stivali, e dice: "Il termine settore non concorda con i vocaboli che lo circondano. Sostituire settore assistenza con settrice assistenza."
No, dico io: dovrei avere paura di questo qui? Di un tizio che la grammatica non sa nemmeno dove stia di casa?
Infatti non l'ho mai temuto. Anzi, se devo dirla tutta, non me lo sono mai filato.
Ma qualche giorno fa qualcuno ha detto "Carina, io voglio lavorare con lui e non con te."

Io sono un'esteta del testo.
Mi incaponisco sui dettagli, sono puntigliosa e testarda.
Garzanti e Zanichelli non si discutono. Sono la mia legge.
Ma forse qualche cosa mi è sfuggita, visto che la responsabile della comunicazione per un Ente molto importante ha preferito lui a me.

"Vuoi che il tuo testo non abbia imperfezioni?
Usa il correttore (di Word, ndr)"

L'illustre professionista mi ha dato questo consiglio con lo stesso tono con cui si suggerisce uno smalto ad un'amica in tram. Con la medesima complicità con cui la parrucchiera ti indica la tonalità migliore per coprire i capelli bianchi.

Il correttore di Word. E - sentite bene - non il correttore ortografico (quello ci può stare, qualche refuso lo becca sempre) ma addirittura quello grammaticale.
Tutto questo davanti al mio capo volutamente inerme.

Va bene che il cliente ha sempre ragione. Va bene che decida lui anche se non ne ha, di ragione. Però preferire una macchina ad una risorsa umana mi pare un po' troppo.
Anche perché l'esimia signora non ha letto il mio testo, ma ha sostituito alla cieca le frasi in base a ciò che il suo Word segnalava.

Ci ho riflettuto.
Gli unici motivi validi per spiegare questo evento, secondo me, sono i seguenti:

1) Io sono donna, Word è maschio.
Si sa, la rivalità femminile negli ambienti di lavoro è feroce.
2) In Italia l'ignoranza è ormai imperante. Soprattutto nei modi.

Sono una creativa, ma una creativa dipendente. Per rispetto e consapevolezza della mia posizione ho accettato a testa bassa che lui mi spodestasse: e poi non dite che sono fumantina.
Ho la pazienza di JOBbe, io.
Pensate che sia finita qui?
Eh no, cari miei. Tenetevi forte, il pezzo forte arriva adesso.
Dopo lo scempio, la grande comunicatrice (non paga) ha detto:

"Questa parola la toglierei.
E' rindondante!"

Sì, il boccone è amaro.
Ma, in fondo, sono solo consigli cosmetici.


mercoledì 14 ottobre 2009

Oggi mi sento un "bel tipo"

Una riflessione sul dono della sintesi.
Saper dire tutto in due parole. Due di numero.
Quanto basta per colpire qualcuno, gratificarlo, farlo sorridere.
Giusto due per fermare uno sguardo.
Per aprire un confronto.
Pochi ci riescono, a mettere un mondo in due parole.
Ecco perché sono i copy migliori sulla piazza.

martedì 13 ottobre 2009

Vantaggi e privilegi esclusivi



Ehi.
Mi rivolgo a tutti i copy in lettura.
Non fate gli gnorri.

Il copy fashion metterà la mano alla bocca, inorridito.
Il copy food riderà di pancia.
Il copy sociale penserà che qui bisogna fare qualcosa.

Ma, cari colleghi, non potete negare.
Almeno una volta, anche voi avete scritto:
vantaggi
privilegi
fantastici premi
non perdere questa occasione
partecipa subito
non mancare
gratta qui
clicca qui
spazio esclusivo
blablabla, naturalmente.
apri e scopri perché

E una grandissima copy, ma proprio la più grande, mi ha fatto riflettere ancora sui maledetti punti esclamativi.
Ci casco, qualche volta.
Li odio, ma quando devo vendere un bollitore solare o uno scaldacqua a pompa di calore mi tocca usarli.
Subisco intimidazioni, giuro.
La coercizione ti porta a fare cose brutte, tipo mettere ! quando non sei per nulla allegra.
E tenetevi forte: addirittura in combinazione con i punti di sospensione.
“Sei fortunato perché... hai vinto!”

Sono consapevole che queste oscenità siano tremende.
Anzi, quattromende.
Ma sfido chiunque a scrivere:
“Ehi tu, hai vinto un fantastico premio e un privilegio esclusivo.”
Un po’ di entusiasmo ci vuole.
Sennò chi ci crede?

Che Copyridere :-)

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