
Mi ci sono volute quelle tre settimane di tempo per mandare giù il boccone.
Un boccone amarissimo.
Qual è la novità? Lui ha preso il mio posto.
Senza meriti, senza una particolare intelligenza, senza quel minimo di creatività che serve in questo mestiere. Se n'è stato in silenzio per un bel po' ma, alla prima distrazione, mi ha fregato.
Eppure lo sanno tutti che come scrittore non vale niente. Troppo schematico, didascalico, rigido. E assolutamente privo di fantasia. Per lui non esistono i periodi complessi; tanto meno le licenze poetiche o le figure retoriche.
L'idiota se ne esce con quell'aria saccente, da professore dei miei stivali, e dice: "Il termine settore non concorda con i vocaboli che lo circondano. Sostituire settore assistenza con settrice assistenza."
No, dico io: dovrei avere paura di questo qui? Di un tizio che la grammatica non sa nemmeno dove stia di casa?
Infatti non l'ho mai temuto. Anzi, se devo dirla tutta, non me lo sono mai filato.
Ma qualche giorno fa qualcuno ha detto "Carina, io voglio lavorare con lui e non con te."
Io sono un'esteta del testo.
Mi incaponisco sui dettagli, sono puntigliosa e testarda.
Garzanti e Zanichelli non si discutono. Sono la mia legge.
Ma forse qualche cosa mi è sfuggita, visto che la responsabile della comunicazione per un Ente molto importante ha preferito lui a me.
"Vuoi che il tuo testo non abbia imperfezioni?
Usa il correttore (di Word, ndr)"
L'illustre professionista mi ha dato questo consiglio con lo stesso tono con cui si suggerisce uno smalto ad un'amica in tram. Con la medesima complicità con cui la parrucchiera ti indica la tonalità migliore per coprire i capelli bianchi.
Il correttore di Word. E - sentite bene - non il correttore ortografico (quello ci può stare, qualche refuso lo becca sempre) ma addirittura quello grammaticale.
Tutto questo davanti al mio capo volutamente inerme.
Va bene che il cliente ha sempre ragione. Va bene che decida lui anche se non ne ha, di ragione. Però preferire una macchina ad una risorsa umana mi pare un po' troppo.
Anche perché l'esimia signora non ha letto il mio testo, ma ha sostituito alla cieca le frasi in base a ciò che il suo Word segnalava.
Ci ho riflettuto.
Gli unici motivi validi per spiegare questo evento, secondo me, sono i seguenti:
1) Io sono donna, Word è maschio.
Si sa, la rivalità femminile negli ambienti di lavoro è feroce.
2) In Italia l'ignoranza è ormai imperante. Soprattutto nei modi.
Sono una creativa, ma una creativa dipendente. Per rispetto e consapevolezza della mia posizione ho accettato a testa bassa che lui mi spodestasse: e poi non dite che sono fumantina.
Ho la pazienza di JOBbe, io.
Pensate che sia finita qui?
Eh no, cari miei. Tenetevi forte, il pezzo forte arriva adesso.
Dopo lo scempio, la grande comunicatrice (non paga) ha detto:
"Questa parola la toglierei.
E' rindondante!"
Sì, il boccone è amaro.
Ma, in fondo, sono solo consigli cosmetici.