martedì 13 ottobre 2009

Logorra (remastered version by THE copy "AT")

Ogni tanto un mea culpa ci sta.
Primo, perché ti dà quell'immagine di auto-carnefice snob. Tu riesci a vedere i tuoi difetti meglio di chiunque altro, e questo è o non è sintomo di grande intelligenza?
Secondo, talvolta è divertente fare ironia sui propri vizi.

Io oggi voglio aprire un dibattito che vi vedrà partecipare numerosissimi, come al solito (cari lettori silenziosi, lo so che ci siete. Non fate i timidoni con me, eh. :-)
Che stavo dicendo? Ah. Del dibattito.
Ebbene. C'è una piaga che affligge questa società. Un fenomeno che chiamerò Logorra.
Di cosa si tratta? Semplice. Della tendenza a sprecare parole.
E io mi metto in prima fila, amici.

C'è stato un momento in cui si pensava che la voce avrebbe sostituito per sempre la scrittura.
Le lettere erano scomparse. Il sovrano assoluto era lui, Mr Mobile. Pochi nostalgici restavano aggrappati alla loro penna mangiucchiata.
Proprio niente, è durata.
Computer, internet, chat, mail, sms, facebook, status, applicazioni, form, nome utente e password, thread, forum, newsletter. BLOG.
E che cavolo! Questa è stata proprio una reazione allergica.

Adesso non si fa altro che scrivere.
Io ero malata già da prima; per capirci, scrivo mail alla collega di fronte. Al capo di là.
Ma ora il typing è roba di tutti. Anche di quelli che manco una lista della spesa. Scrivono. Si esprimono così. Flirtano così. Lavorano, litigano, pomiciano così.

Mi piace, devo dire. Mi piace proprio questa cosa.
Perché la gente, quando scrive, cambia un po'.
E' strana, perché si esprime. Quello che diceva una smorfia lo devi spiegare in venti righe.
Ci si mette alla prova con le parole, di volta in volta.
Facebook, certo. E non parliamo della chat, che sta diventando la mia rovina. Il blog? Quello è un caso a parte. Un palcoscenico che dimostra quanto siamo egocentrici.
Fatto sta che si parla di più, anche quando non serve.
E nel web, l'alfabeto è gratis... puoi dire banalità a chili. Guardate questo post.

Logorra è una saga che si consuma in pixel.
Un tango tra dita e simboli.

Scrivete e moltiplicatevi!

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