mercoledì 14 ottobre 2009

Oggi mi sento un "bel tipo"

Una riflessione sul dono della sintesi.
Saper dire tutto in due parole. Due di numero.
Quanto basta per colpire qualcuno, gratificarlo, farlo sorridere.
Giusto due per fermare uno sguardo.
Per aprire un confronto.
Pochi ci riescono, a mettere un mondo in due parole.
Ecco perché sono i copy migliori sulla piazza.

martedì 13 ottobre 2009

Vantaggi e privilegi esclusivi



Ehi.
Mi rivolgo a tutti i copy in lettura.
Non fate gli gnorri.

Il copy fashion metterà la mano alla bocca, inorridito.
Il copy food riderà di pancia.
Il copy sociale penserà che qui bisogna fare qualcosa.

Ma, cari colleghi, non potete negare.
Almeno una volta, anche voi avete scritto:
vantaggi
privilegi
fantastici premi
non perdere questa occasione
partecipa subito
non mancare
gratta qui
clicca qui
spazio esclusivo
blablabla, naturalmente.
apri e scopri perché

E una grandissima copy, ma proprio la più grande, mi ha fatto riflettere ancora sui maledetti punti esclamativi.
Ci casco, qualche volta.
Li odio, ma quando devo vendere un bollitore solare o uno scaldacqua a pompa di calore mi tocca usarli.
Subisco intimidazioni, giuro.
La coercizione ti porta a fare cose brutte, tipo mettere ! quando non sei per nulla allegra.
E tenetevi forte: addirittura in combinazione con i punti di sospensione.
“Sei fortunato perché... hai vinto!”

Sono consapevole che queste oscenità siano tremende.
Anzi, quattromende.
Ma sfido chiunque a scrivere:
“Ehi tu, hai vinto un fantastico premio e un privilegio esclusivo.”
Un po’ di entusiasmo ci vuole.
Sennò chi ci crede?

Che Copyridere :-)

Logorra (remastered version by THE copy "AT")

Ogni tanto un mea culpa ci sta.
Primo, perché ti dà quell'immagine di auto-carnefice snob. Tu riesci a vedere i tuoi difetti meglio di chiunque altro, e questo è o non è sintomo di grande intelligenza?
Secondo, talvolta è divertente fare ironia sui propri vizi.

Io oggi voglio aprire un dibattito che vi vedrà partecipare numerosissimi, come al solito (cari lettori silenziosi, lo so che ci siete. Non fate i timidoni con me, eh. :-)
Che stavo dicendo? Ah. Del dibattito.
Ebbene. C'è una piaga che affligge questa società. Un fenomeno che chiamerò Logorra.
Di cosa si tratta? Semplice. Della tendenza a sprecare parole.
E io mi metto in prima fila, amici.

C'è stato un momento in cui si pensava che la voce avrebbe sostituito per sempre la scrittura.
Le lettere erano scomparse. Il sovrano assoluto era lui, Mr Mobile. Pochi nostalgici restavano aggrappati alla loro penna mangiucchiata.
Proprio niente, è durata.
Computer, internet, chat, mail, sms, facebook, status, applicazioni, form, nome utente e password, thread, forum, newsletter. BLOG.
E che cavolo! Questa è stata proprio una reazione allergica.

Adesso non si fa altro che scrivere.
Io ero malata già da prima; per capirci, scrivo mail alla collega di fronte. Al capo di là.
Ma ora il typing è roba di tutti. Anche di quelli che manco una lista della spesa. Scrivono. Si esprimono così. Flirtano così. Lavorano, litigano, pomiciano così.

Mi piace, devo dire. Mi piace proprio questa cosa.
Perché la gente, quando scrive, cambia un po'.
E' strana, perché si esprime. Quello che diceva una smorfia lo devi spiegare in venti righe.
Ci si mette alla prova con le parole, di volta in volta.
Facebook, certo. E non parliamo della chat, che sta diventando la mia rovina. Il blog? Quello è un caso a parte. Un palcoscenico che dimostra quanto siamo egocentrici.
Fatto sta che si parla di più, anche quando non serve.
E nel web, l'alfabeto è gratis... puoi dire banalità a chili. Guardate questo post.

Logorra è una saga che si consuma in pixel.
Un tango tra dita e simboli.

Scrivete e moltiplicatevi!

venerdì 9 ottobre 2009

Logorra



Ogni tanto un mea culpa ci sta.
Primo, perché ti dà quell'immagine di auto-carnefice snob. Tu riesci a vedere i tuoi difetti meglio di chiunque altro, e questo è o non è sintomo di grande intelligenza?
Secondo, talvolta è proprio divertente fare ironia sui propri vizi.

Io oggi voglio aprire un dibattito che vi vedrà partecipare numerosissimi, come al solito (cari lettori silenziosi, lo so che ci siete. Non fate i timidoni con me, eh. Mi riferisco soprattutto ai fantomatici sostenitori! :-)
Che stavo dicendo? Ah. Del dibattito.
Ebbene. C'è una piaga che affligge questa società. Un fenomeno che chiamerò Logorra.
Di cosa si tratta? Semplice. Della tendenza, sempre più diffusa, a sprecare parole.
E io mi metto in prima fila, amici.
E' un vero e proprio esubero di chiacchiere, questo mondo.

C'è stato un momento in cui si pensava che la voce avrebbe sostituito per sempre la scrittura.
Le lettere, classicamente intese, erano scomparse. Il sovrano assoluto era lui, Mr Mobile.
Pochi nostalgici restavano aggrappati alla loro romantica penna mangiucchiata.
Proprio niente, è durata. Computer, internet, chat, mail, sms, facebook, status, applicazioni, form, nome utente e password, thread, forum, newsletter. BLOG.
E che cavolo! Questa è stata proprio una reazione allergica!!

Adesso non si fa altro che scrivere.
Io ero malata già da prima; per capirci, scrivo mail alla collega di fronte. Al capo di là.
Ma ora il typing è roba di tutti. Anche di quelli che odiavano formulare una lista della spesa. Tutti, indistintamente, scrivono. Si esprimono così. Flirtano così. Lavorano, litigano, pomiciano così.

Mi piace, devo dire. Mi piace proprio questa cosa.
Perché la gente, quando scrive, cambia un po'.
E' strana, perché si esprime. Quello che diceva una smorfia lo devi spiegare in venti righe.
Ci si mette alla prova con le parole, di volta in volta.
Facebook, in questo senso, è eclatante. E non parliamo della chat, che sta diventando la mia rovina. Il blog? Quello è un caso a parte. Un diario, un palcoscenico che dimostra quanto siamo egocentrici.
Fatto sta che si parla di più, anche quando non serve.
E nel web, l'alfabeto è gratis... puoi dire banalità a chili. Guardate questo post.

Logorra è una saga che si consuma in pixel.
Un tango tra dita e simboli.

Scrivete e moltiplicatevi!!!

venerdì 2 ottobre 2009

Il refuso poltergeist

Ha del soprannaturale.
La tipografia ha appena stampato, allestito. Tutto pronto per la consegna.
E quel maledettissimo refuso cosa fa? Si manifesta improvvisamente, quasi esoterico. Magari in un titolo a corpo 100. Grida dal foglio: "Hai fatto una cazzataaaaaaaa!!!"
Lastre da rifare, buste da riaprire, tempi che slittano...
Eppure lo hai letto duemila volte, il depliant. Lo hai analizzato lettera per lettera alla ricerca dell'errore. Passa la ciano, e ancora leggi, rileggi. Di refusi più o meno gravi, ne trovi un mucchio.
Ma lui no. Lui non si fa vedere. Aspetta che sia il momento sbagliato.
Magari fosse un erroruccio di battitura! Si tratta di un vero e proprio "orrore" di concetto.
Una leggerezza sulla quale non si può assolutamente sorvolare.
Mi appello ai programmi televisivi di real-fantasy che tanto vanno di moda ultimamente.
Fate un'inchiesta su questo fenomeno.
E fatemi capire se c'è dietro qualche nazista marziano abitante del machu picchu alla ricerca del santo graal in qualche chiesa templare situata nella città di elvis che è ancora vivo.
Svelate questo torbido mistero.
E vi prego, dimostrate che non è colpa mia.




(Trovata nel web. Quasi leggenda. Al primo sguardo mi sono soffermata sull'inconcepibile refuso grammaticale. Però, leggendo il pay-off con attenzione... geniale!)


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